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F.lli MARTINELLI

La pirotecnica dei F.lli Vito e Antonio MARTINELLI
 
Le origini della Pirotecnica MARTINELLI si attestano intorno al 1947 quando i nonni materni degli attuali titolari hanno deciso di intraprendere questa particolare, rischiosa e allo stesso tempo magica. Nel corso dei decenni la ditta ha raggiunto dei livelli davvero alti tanto da guadagnarsi stima e ammirazione in tutta Italia. Si annoverano diverse manifestazioni e gare pirotecniche alle quali la ditta ha partecipato: il Festival Nazionale Pirotecnico di San Luca Branca (PZ) negli anni 1991, 1993, 1994 e 1996. Il 1994 segnò la vittoria del Festival Nazionale dei Fuochi d’Artificio ad Acibonaccorsi (Catania), festival nel quale sono tornati offrendo un grande spettacolo, il 2 agosto 2012 offrendo uno spettacolo ricco di bombe artigianali e un pizzico di elettronica che non guasta mai. Il 1999 fu la volta del primo posto al Gran Premio del Mediterraneo a Calamonaci (Agrigento) e infine nel 2011 arriva l’ennesimo riconoscimento con la vittoria del primo premio a Scafati (SA). Si ricorda la partecipazione oramai assodata alla grande festa di San Nicola che si svolge l’ultima settimana di Agosto a Gualtieri Sicaminò (Messina). 
La ditta è  attualmente gestita dai fratelli Vito e Antonio Martinelli che sono dei grandissimi produttori di bombe artigianali, soprattutto di bombe lavorate (bombe di fermata, bombe da tiro, stutate), di bombe sferiche di grande e piccolo calibro. La produzione degli artifici è molto complessa ma loro si dedicano anima e corpo a quest’arte magica che fa sognare tante persone.
Segue una bella intervista che i fratelli Antonio e Vito Martinelli ci hanno concesso.
 
"Un ringraziamento speciale va a Nicoletta Claps nipote dei Martinelli che ci ha fornito le fotografie e ha fattivamente permesso di portare a termine la nostra intervista. L'album è disponibile nella nostra Galleria Fotografica."

Che cosa rappresenta per voi l’arte pirotecnica?
 
martinelli trofei
Come di ce lo stesso termine è un’arte quindi una ricerca mai soddisfatta di perfezione, di creazione di nuovi effetti spettacolari tali da suscitare forti emozioni nel pubblico, un creare dal nulla un effimero sprazzo d’arte nel cielo.


 
La scuola pirotecnica lucana quando e dove è nata?
La vera tradizione pirotecnica lucana è nata con i nostri avi nel 1947 i quali producevano nella loro fabbrica tutti gli artifici che utilizzavano contrariamente a molti pseudo pirotecnici dei giorni nostri che imitano l’arte napoletana acquistando e non producendo ciò che utilizzano nei loro spettacoli. L’arte della fabbricazione manuale e della produzione propria è il vero valore più importante che ci hanno trasmesso i nostri avi.

Quali sono le vostre bombe preferite, quelle che costruite più volentieri?
 
Amiamo creare tutte le bombe, soprattutto quelle che ci permettono di lavorare in maniera creativa utilizzando le materie prime in forme e composti nuovi e che creano gli effetti più spettacolari, ma soprattutto preferiamo le cosiddette “bombe lavorate”.


Siete consapevoli che la gente vi apprezza per la vostra umiltà e dedizione al lavoro?

Si, abbiamo la concreta manifestazione (con applausi, complimenti, richieste d’informazione) alla fine di ogni spettacolo. Ci crediamo molto nell’approccio umile e nel confronto con tutta la gente  che ci segue e vuole relazionarsi con noi.


Siete chiamati più volte l’anno a sparare in diverse regioni d'Italia, pensate che la vostra arte si apprezzata più fuori che in casa?

Si, in genere più spesso siamo chiamati a sparare fuori dalla nostra regione, in posti dove c’è un pubblico che sa apprezzare la vera arte pirotecnica.


Venite spesso chiamati a sparare in Sicilia, terra di grandi manifestazioni religiose e pirotecniche, qual è il legame che si è creato con questa terra?

Si, sempre più frequentemente veniamo chiamati nella bella terra di Sicilia con la quale si sta creando un legame sempre più forte che si concretizza in stima, apprezzamento e fiducia con le persone uniche che conosciamo, alle quali cerchiamo di dare il meglio di noi stessi e della nostra arte. Recarci in Sicilia è per noi un piacere immenso e non solo un puro motivo di lavoro.

 
In genere i fuochisti lucani vengono etichettati per essere bravissimi nelle scariche finali e nei fuochi diurni, cosa c’è di vero in questo?

La scarica è un momento del fuoco, la parte conclusiva. Il diurno è sicuramente più complesso del notturno. Alcuni pirotecnici lucani i tengono a curare in maniera particolare questo aspetto dello spettacolo.


Che rapporto avete con le moderne tecniche di sparo, centraline, sequenziali ecc. Preferite sparare in maniera tradizionale o facendo anche affido all’elettronica?

Preferiamo sparare in maniera tradizionale, anche se non rifiutiamo le moderne tecniche di sparo di cui in genere facciamo poco uso perché presuppongono l’utilizzo massiccio della cineseria. Ci avvaliamo sempre in ambito tradizionale di “spolette temporizzate” il cui uso è stato perfezionato grazie alla nostra lunga esperienza. Non escludiamo del tutto le moderne tecniche via cavo che utilizziamo con prudenza, consapevoli dell’immensa radiofrequenza presente nell’etere che può in qualche modo influire sullo spettacolo.


Secondo voi quanto gli articoli pirotecnici importati possono deteriorare e abbassare il livello della nostra tradizione pirotecnica millenaria?

Sì, tanto in maniera notevole. I prodotti importati creano uno spettacolo freddo, monotono, ripetitivo, incapace di creare quelle emozioni che derivano da uno spettacolo
creato con passione in ogni suo singolo momento dal pirotecnico.

 
Sopravvivrà l’artigianato pirotecnico nei prossimi decenni?

No, se non si pone un limite all’importazione di articoli pirotecnici dalla Cina, come si dovrebbe fare in tutte le attività lavorative.

Come vedreste un’azienda di famiglia guidata da donne, poiché le vostre discendenti appartengono al gentil sesso?

Questo lavoro implica anche forza e prestazione fisica e “le nostre donne” avranno necessità di essere affiancate da uomini in gradi di poter dar loro l’aiuto di cui necessiteranno.
Chi è l’esempio di vita che seguite per portare avanti questo difficile e duro lavoro?
L’esempio di vita che seguiamo è quello che ci è stato trasmesso dai nostri genitori e dai nostri nonni: duro lavoro protratto senza limiti orari, serietà, costanza, impegno e voglia di soddisfare i nostri committenti.


Che cosa ci aspetteremo nel corso del 2012 dai F.lli Martinelli?

Alcune novità legate alla sperimentazione di nuovi effetti nelle bombe lavorate, sorprendenti combinazioni di colori e sconvolgenti effetti visivi, tutto ciò nel rispetto del nostro modo tradizionale di lavorare.


Tra i vostri colleghi ce n’è qualcuno che stimate tanto? Chi? 

Si in particolare alcuni colleghi siciliani e napoletani.


Quale ruolo assumono i fuochi pirotecnici in una festa patronale?

Hanno un ruolo determinante perché con i fuochi si dovrebbe chiudere in bellezza una festa voluta dal popolo.


Horas
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